LA DOTTRINA DEL SACRIFICO E NON DELLA CENA

LA DOTTRINA DEL SACRIFICO E NON DELLA CENA (2)

Fin dalle prime pagine delle Sacre Scritture compare, subito dopo il peccato di Adamo ed Eva, tutta una narrazione e tradizioni ; delle figure del futuro Sacrificio di Cristo, attraverso tutti i sacrifici antichi già prima dei Patriarchi. A iniziare da Adamo ed Eva, il sacrificio serviva a ingraziarsi, rendersi graditi a Dio, entrare in amicizia …… Questi sacrifici poi vennero ritualizzati e regolati con la legge di Dio data a Mosè nel deserto, cosi come i racconti della Creazione di Dio…

 

Il sangue interamente versato, significava che la vittima effettivamente era stata uccisa in maniera cruenta e la sua vita, rappresentata dal sangue, era stata tolta . Anche i pagani avevano e hanno molti sacrifici, ci racconta la storia, che derivano tutti dagli antichi sacrifici, ma oggi sono solo deviazioni e offerte ai demoni e derivano da antiche tradizioni deviate risalenti ai primi sacrifici degli uomini anteriori alla legge di Mosè . Ora la teologia e tutte le Scritture, ci dicono che esiste un solo modo per l’uomo e per l’umanità di avere il riscatto da un solo peccato : il pagamento di un prezzo. Se un uomo offende un altro uomo, la legge ci dice come ripagare a secondo dell ‘offesa ricevuta . Ma se, ad esempio, un uomo uccide deliberatamente un altro uomo, ci dice che la colpa va pagata con la vita, il sangue versato col sangue versato . Dio stesso ci da un paradigma delle pene principali nei rapporti umani , oltre alla ragione stessa e alla giustizia naturale . Ora nei confronti di Dio, l’ offesa e riparazione al Creatore ed Eterno, non basta in maniera assoluta, non serve a nulla pagare un nostro prezzo e un nostro sacrificio . L’ offesa a Dio si paga solo con la morte e condanna del peccatore e non c’è riscatto che l’ uomo posa offrire . Chi pecca, come fece Adamo e tutti gli uomini , non hanno altro mezzo se non il prezzo pagato da Dio stesso al posto della vittima : Gesù Cristo . Non serve a nulla essere buoni e osservanti dei precetti della Legge nei confronti di Dio se non c’è quel prezzo pagato per meritare il perdono e quindi la Sua amicizia . I comandamenti e la carità ai fratelli ti predispongono, ma non ti salvano, non ti riammettono alla comunione . I mali del mondo, peste, guerra, il lavoro, la fame derivano tutti dal peccato e dall’ abbandono della Legge Naturale , cioè della Legge Divina . La legge Naturale già ti fa intravvedere il bene, se osservata, e ti porta sulla via del bene, ma non è ancora la Salvezza e il riscatto del singolo davanti a Dio. L ‘offesa a Dio si paga solo col “ sangue versato “ del peccatore e non esiste essere umano senza il peccato di Adamo davanti a Dio . Tutta la teologia paolina sulla legge e sulla circoncisione, teniamo presente la Lettera ai Romani, ci porta a queste considerazioni alle quali si rifà lo stesso San Tommaso e la scolastica . Una teologia che ci portasse a considerazioni ecumeniste diverse e ci parlasse solo di un semplice e generico e indefinito amore di Dio per l’ uomo, che ci parlasse di una carità senza giustizia, ignorando volutamente il riscatto, il sangue del peccatore o della vittima , anzi considerando il peccato fatto marginale e non centrale nella giustizia divina, è una teologia che nega il vero amore di Dio per l’uomo, anzi nega la stessa divinità di Cristo . Il Sacrificio di Cristo infatti,non è una semplice memoria di un fatto accaduto millenni fa, ma un rinnovamento continuo (transustanziazione) di un avvenimento che attraversa tutti i secoli della storia per tutti gli uomini che verranno e direi non solo per tutti gli uomini, ma per tutta la creazione degli esseri figli di Dio, ovvero per gli stessi angeli di Dio.